Due volte nella polvere, due volte sull’altar. A proposito di deliberazioni assembleari inesistenti.

In un post del 15-06-2023, chiedevamo se in una associazione (o società) possono coesistere due organi amministrativi paralleli e tenersi assemblee concorrenti. A tal quesito aveva risposto il Tribunale di Roma in relazione ad una singolare vicenda relativa a un partito politico, dunque, associazione non riconosciuta, cui sono applicabili le regole delle s.p.a. Serve qualche dettaglio per capire meglio. Il 30 luglio 2022, alcuni associati, complessivamente in numero inferiore alla metà (ma con un quorum costitutivo di un terzo), deliberano la destituzione dei vertici del partito e l’attribuzione di poteri assoluti a sé (i “Rivoluzionari”). Qualche giorno dopo, precisamente il 5 agosto 2022, gli altri associati, appena sopra la metà ma comunque più del terzo necessario, revocano la deliberazione del 30 luglio 2022, ripristinando l’organo destituito (i “Deposti”). Ciascuno dei due gruppi di associati disconosce le deliberazioni prese dall’altro. A fine agosto, i Deposti adiscono il Tribunale di Roma, affermando che la delibera del 30 luglio: o è viziata o è comunque inefficace, per essere stata revocata. E chiedono un provvedimento cautelare che però tarda ad arrivare. Parallelamente i Rivoluzionari propongono un ricorso d’urgenza contro i Deposti perché loro sia inibito di professarsi l.r. dell’associazione, usarne il simbolo e il nome. Un Giudice del Tribunale di Roma – senza attendere che fosse deciso il primo cautelare – decide questo ricorso, dando ragione ai Rivoluzionari: perché, a suo dire, la delibera del 5 agosto sarebbe stata convocata da un soggetto non legittimato. La prima volta nella polvere. I Deposti però propongono reclamo, su un assorbente motivo: ma se la delibera del 5 agosto non è mai stata impugnata, l’asserito vizio di convocazione è tanto grave da renderla inesistente? E se non lo è, non ha efficacemente revocato quella del 30 luglio 2022? Con ordinanza del 12 giugno 2023, il Collegio del Tribunale di Roma (Sezione imprese), approfondendo il tema dell’inesistenza delle deliberazioni assembleari, accoglie il reclamo, confermando che la successiva delibera dell’assemblea che revoca la precedente, anche se sulla base di una convocazione astrattamente viziata, è sicuramente esistente e come tale, se non impugnata (e non sospesa), ha efficacemente revocato e sostituito la precedente. La prima volta sull’altare. I Rivoluzionari però non demordono. Il 23 giugno 2023, appena dieci giorni dopo la decisione del collegio, si convocano da un notaio e, proclamandosi legittimati quale organo assembleare del partito, revocano la delibera del 5 agosto 2022 e condannano all’esilio tutti i Deposti. Muniti di questo verbale fanno un nuovo cautelare in corso di causa: un altro Giudice del Tribunale di Roma dice che anche la delibera dei Rivoluzionari, se non impugnata o sospesa, revoca quella dei Deposti. La seconda volta nella polvere. I Deposti non sono convinti da questo provvedimento, perché potrebbero far loro la stessa cosa, e poi di seguito in una serie infinita di deliberazioni e revoche incrociate. Fanno quindi reclamo, affermando che la deliberazione del 23 giugno 2023, assunta da soggetti tutti estranei all’organo che il primo provvedimento collegiale ha reputato legittimo, è tecnicamente inesistente, perché non riferibile in alcun modo al partito. La discussione del cautelare avviene in una calda giornata – il 23 agosto 2023 – dopo la quale il Collegio ha bisogno di meditare a lungo: e sì, perché i casi di inesistenza delle deliberazioni sono rari e i presupposti non troppo chiari. In una fredda giornata di Gennaio del 2024, dopo più di sei mesi di attesa, finalmente la Cancelleria comunica il provvedimento di seguito allegato, con il quale i Deposti – assistiti anche stavolta da D&D Avvocati Associati con il prof. Nicola de Luca e l’avv. Giuseppe Ardone – vengono riportati per la seconda volta sull’altare. La deliberazione del 23 giugno 2023, a nulla rilevando che sia stata ricevuta da un notaio disattento, è radicalmente inesistente, perché alla stessa non ha preso parte alcun legittimato: il partito non può essere doppio e appartiene ai Deposti che, quando ancora avevano legittimazione, hanno osservato le regole dell’associazione per resistere ai Rivoluzionari, ripulirsi dalla povere e riprendersi l’altare. Due volte, come Napoleone.

Due volte nella polvere, due volte sull’altar. A proposito di deliberazioni assembleari inesistenti.