Garanzie autonome: uso e abuso (due casi a confronto)

La settimana scorsa vi abbiamo segnalato un caso. La società nostra cliente acquista villette da costruire (cosa futura) per circa 1.200k, e garantisce il pagamento del prezzo con una garanzia bancaria autonoma per la metà del prezzo, 600k. Il venditore cede il credito ad una banca, ma non costruisce mai le villette. Nemmeno una pietra. Escussa la garanzia, l’acquirente manda le foto del sito alla banca: oh, ma lo vedi? Sono campi incolti, neanche la prima pietra! La banca ciecamente insiste e il Tribunale di Modena, 1 giugno 2022, Giudice Masoni, accerta l’esercizio abusivo della garanzia (accogliendo l’exceptio doli), affermando che benché autonoma la garanzia non può essere escussa difronte alla prova liquida dell’inesistenza del diritto garantito (ordinanza in allegato).

Ieri abbiamo avuto un provvedimento opposto. Questa volta però assistevamo il creditore, con lo stesso identico team costituito dal prof. Nicola de Luca, da Filippo Caramanica e da Edoardo Lucci (squadra vincente non si cambia!). Ecco il caso: un appaltatore affida la realizzazione degli impianti (di una palestra di gran classe) ad un subappaltatore specializzato (subappalto da 1.480k). Questo esegue correttamente l’opera fino allo scoppio della pandemia. Poi, benché gli siano state concesse generose proroghe, comincia a camminare col freno a mano tirato: anziché i soliti 20 operai ne manda due, tre… sigla un nuovo cronoprogramma, ma non lo rispetta. Perché? Perché ci prova, vuole rivedere i termini del subappalto che nel frattempo sono diventati onerosi (senza mezzi termini, vuole altri 380k, altrimenti boicotta il cantiere). La società appaltatrice non cede al ricatto, risolve il contratto in danno e affida i lavori ad un’altra subappaltatrice, nella speranza di non incorrere nelle penali con la committente (ma sa che il subappaltatore l’ha fatta grossa: ha operato male e il ritardo è ormai irrimediabile). Perciò, visto che sta per scadere, cautelativamente escute la polizza fideiussoria (per il 10% del valore dell’appalto) con primaria compagnia assicurativa. La subappaltatrice dice che l’escussione è abusiva, e fa un 700 (con calma, invero). Il Tribunale di Milano, 10 giugno 2022, Giudice Gallina, dichiara che il ricorso ex art. 700 c.p.c. è infondato perché la garanzia è autonoma e il “fumus” di fondatezza dell’escussione c’è tutto. E’ questa la funzione delle garanzie autonome: salvo un eclatante abuso, intanto il garante paga, e il garantito, se vuole, fa la causa di merito: se la vince recupera la cauzione (che deve restituire all’assicuratore), ma se non la vince la soddisfazione del creditore è immediata, perché non è legata ai tempi della giustizia. Questo dice, pragmaticamente, ma in punto di diritto, il Tribunale di Milano.

Ecco, oggi, possiamo esprimere compiuta soddisfazione: i nostri clienti (nel caso di specie peraltro è lo stesso gruppo di interesse) non sono fortunati, ma si comportano correttamente: da una parte o dall’altra della barricata, usano e non abusano. In allegato entrambi i provvedimenti.

Garanzie autonome: uso e abuso (due casi a confronto)